10. Il cambiamento - Esci dalla trappola

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DECIMA TAPPA: IL CAMBIAMENTO
"Uscire da una trappola come questa e scoprire una nuova immagine di sé, senza vincoli e costrizioni,  è un grande cambiamento nello stile di vita. Si percepisce una realtà diversa, si avverte la piacevole sensazione di possedere qualcosa di nuovo nel rapporto con sé stessi e con gli altri.
Un cambiamento come questo non è un fatto isolato. E’ come lanciare un sasso nell’acqua: in quel punto nascono tante onde che si allargano sempre di più e possono arrivare anche molto lontano. Interrompendo la dipendenza inneschi una serie di reazioni a catena che coinvolgono non solo le tue abitudini, ma anche i tuoi pensieri, le tue emozioni , le tue relazioni. E' naturale, in tale rivoluzione, sperimentare qualche attimo di “smarrimento” e non  percepire sin da subito  la soddisfazione per ciò che si è fatto.
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"Terminato lo “svezzamento” ci sono ancora “prove” da superare: nel toccare la tua personale dimensione del piacere alteri equilibri importanti che devono necessariamente riassestarsi. Preparati quindi con cura al tuo cambiamento. Cerca di conoscere in anticipo ciò che ti attende e assimila gli atteggiamenti più convenienti per adattarti senza problemi alla nuova situazione. Un mutamento dello stile di vita così innovativo come quello che ti sei prefisso, ha bisogno di un po’ di tempo per manifestare tutti i suoi benefici ed essere percepito in tutta la sua positività. Per accelerare i tempi e anticipare la gioia del cambiamento è necessario recuperare, quanto prima, una corretta dimensione del piacere. Non indugiare, affrettati nel valore alla tua corporeità e al tuo volerti bene!
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I passi da seguire
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TAPPA N.10

TERZO PASSO
USA IL TUO IMMAGINARIO

La sorgente
di vita nuova

TAPPA N.10

PRIMO PASSO
STUDIA LA STRATEGIA

Come riempire
il vuoto

TAPPA N.10

SECONDO PASSO
SVILUPPA LE RISORSE

 Rieducare il
piacere

Obiettivo di tappa

Farti assaporare il piacere di essere finalmente fuori da una trappala mortale e di avere davanti a te una nuova vita tutta da scoprire.
Primo Passo
Studia la strategia
COME RIEMPIRE IL VUOTO

Appena varcata la soglia del cambiamento la prima vera grande "prova" che devi superare è il riempimento del vuoto. La dipendenza è un'insieme di abitudini che quando vengono a mancare producono una sensazione "di mancanza" , generica, indefinita.  Si tratta di una sensazione normale, venendo meno schemi comportamentali utilizzati per anni,  ma effettivamente è anche una sensazione scomoda.  Per avere una piena soddisfazione di ciò che hai realizzato non devi però attendere a lungo. Anche se la pazienza non è il tuo forte,  puoi affrontare questa fase transitoria con la più assoluta serenità. Devi solo fare un po’ di attenzione a non sostituire  ciò che rimuovi dalle tue abitudini con altre “forme anomale” di piacere. Il bisogno di gratificare in qualche modo i tuoi bisogni può farti cadere in un’altra “trappola”.  Non lasciare tutto al caso, prendi in mano le redini e affidati alle seguenti strategie.


SVILUPPA L'ELASTICITA' MENTALE
Per facilitare l'adattamento alla nuova situazione può essere di grande aiuto l'elasticità mentale. Quando l’albero è flessibile si piega al vento forte, se invece è duro e rigido si spezza o viene sradicato dal suolo. La dipendenza impigrisce la mente, ti intrappola nella consuetudine, ti irrigidisce di fronte alle novità. Rompere con le proprie abitudini, in certe circostanze, può diventare un’impresa veramente ardua se manca un po’ di flessibilità. Come fare per svilupparla? In primo luogo allenandosi al cambiamento. Sperimentando piccoli cambiamenti nella  normale vita di tutti i giorni ci si prepara per affrontare meglio  quelli più grandi. Se hai l’abitudine di sederti in un posto fisso a tavola, prova  a cambiarlo per  un po’ di tempo. Guardando la realtà da un’angolatura differente cambiano le percezioni. Così  se ogni giorno percorri sempre un stesso tragitto, cerca una strada alternativa. Introducendo delle variazioni nelle solite abitudini rendi più flessibili alle novità i tuoi schemi comportamentali. Un altro sistema per sviluppare l’elasticità mentale è quello di progettare dei cambiamenti.   Alcune persone sono particolarmente rigide perché nella loro vita non fanno mai dei progetti di vita (inerenti il lavoro, la casa, il tempo libero..). Sono persone fondamentalmente  "chiuse” che non amano "guardare lontano". Si accontentano della loro esistenza e difficilmente cambiano la loro opinione. La loro immobilità è fondamentalmente  un “meccanismo di difesa”: hanno paura di cambiare. Non vivere come queste persone in attesa dei cambiamenti decisi da altri. Fai frequentemente dei progetti sul tuo futuro, ipotizza nuovi obiettivi sia a lungo termine sia a breve termine. Cerca di cambiare, almeno idealmente,  le cose che non ti piacciono. Ciò ti aiuterà non solo ad essere più flessibile, ma anche ad apportare veramente qualche miglioramento nella tua vita: le cose cambiano nel momento in cui si cominciano a “pensare” in un modo diverso.
SORVEGLIA PENSIERI E PAROLE
La dipendenza non viene facilmente dimenticata. Ricompare spesso nei pensieri e talvolta anche nei sogni. Non preoccuparti per questo, si tratta di normali meccanismi per scaricare le tensioni che ancora nutri nei suoi confronti. Ogni volta che ti sfiora l’idea del tuo ex-oggetto di attaccamento, accompagnalo dolcemente fuori dalla tua mente con un pensiero gratificante: “che meraviglia, sono una persona libera”.  Non cadere nel trabocchetto dell’autosuggestione: non rimpiangere mai il tuo vecchio stile di vita, non scherzare con battute sulla tua passata situazione, non fare della facile ironia. Espressioni come “ho voglia di .....”, “......mi piace” , “...... mi manca”, sono “frasi killer” che scuotono il tuo cambiamento e lo rendono instabile.  Se anche ti passano per la testa evita di pronunciarle.
Piuttosto valorizza il tuo successo. Fatti spesso i complimenti. Non aspettare che siano gli altri a farteli. Ogni minuto che ti allontani dall'ultima volta merita un complimento. Tessere le proprie lodi in questa circostanza non è un peccato di vanità, ma un giusto riconoscimento del proprio successo con grande valore “rinforzante”.  Abusane tranquillamente.
Secondo Passo
Sviluppa le risorse
RIEDUCARE IL PIACERE

Nelle persone che escono da una dipendenza il piacere va rieducato come un bambino cresciuto nella giungla. Per compiere questa rieducazione puoi appoggiarti senza indugi ai tuoi organi di senso. Le gratificazioni legate a questi organi sono momenti rigeneranti nella vita di ogni giorno. Infondono buon umore e gioia di vivere, spezzando i ritmi a volte esagerati cui sottoponiamo il nostro corpo e la nostra mente. Nella trappola di una dipendenza il piacere sensoriale  è spesso accantonato, vuoi perché in alcuni casi la percezione stessa ne risulta alterata, vuoi perché la ricerca del piacere tende ad essere indirizzata in modo quasi esclusivo verso il proprio oggetto di attaccamento. Gli organi sensoriali sono i nostri punti di contatto con l’esterno, rappresentano  le nostre “finestre”sul mondo. Si tratta di organi specializzati nella ricezione di varie forme di energia (luminosa, acustica, meccanica, chimica) e nella loro traduzione in stimoli nervosi. Attraverso di essi ricevi miriadi di informazioni, che una volta elaborate nel cervello, ti permettono di adattarti alla realtà che ti circonda. Sono mezzi di inestimabile valore. Anche la mancanza di uno solo di essi altera la percezione del mondo e impedisce  di apprezzarne tutte le meraviglie. Fai in modo di recuperare la loro piena sensibilità, allenali come se fossero dei muscoli atrofizzati e la tua dipendenza sarà presto un ricordo.

ALLENA IL PIACERE DELLA VISTA
Guardare il “nulla” ad occhi chiusi, anche solo per pochi minuti, può essere un’esperienza estremamente rilassante. Non stupirti di questo. Le informazioni di carattere sensoriale che percepiamo mediante gli occhi costituiscono da sole più della metà dell’intero carico di impulsi nervosi che dai sensi arrivano al cervello.  A volte è proprio l’eccesso di questa stimolazione  a creare tensione. "Spegnere la luce” ogni tanto non può che farti bene. Alcuni stimoli visivi hanno un sicuro effetto piacevole. Tra questi c’è il colore blu. I colori sono parte della nostra vita, rompono la mono-tonia di un ambiente in bianco e nero, ravvivano con la loro presenza le nostre percezioni e i nostri sentimenti. Non c’è dubbio che possano influenzare direttamente la psiche. Il colore blu ha un effetto protettivo e calmante. Nella psicologia dei colori indica la persona equilibrata e soddisfatta, rappresenta simbolicamente la profondità e l’immensità (del mare, del cielo, dell’anima). Non esitare a scegliere il blu, in tutte le sue sfumature, nell’arredare la tua casa, nel tuo vestiario, negli oggetti di cui ti circondi e lascia che il potere terapeutico di questo colore agisca su di te. Una piacevole sensazione di rilassamento può essere ottenuta anche osservando il movimento lento di oggetti o esseri viventi. Scene di vita quotidiana, in cui l’azione è fortemente rallentata o dolcemente oscillante, suscitano benevoli sensazioni di calma: una sedia a dondolo, una foglia che cade lentamente dall’albero, una barca all’orizzonte, un fiocco di neve… Ci vuole un po’ di esercizio per isolare questi movimenti dal loro contesto ma, una volta che avrai imparato a raccoglierli, potrai cullarti in essi.   Ulteriori stimoli visivi ad effetto gratificante sono quelli che fanno percepire la sensazione della bellezza.  Nella soggettività di questo concetto, è “bello” tutto ciò che all’osservazione ti suscita un’emozione positiva: può essere un fiore, un paesaggio, un’opera d’arte, il volto di una persona…Cerca nel tuo mondo affettivo gli stimoli che più ti allietano la vista e contemplali: quando è stata l’ultima volta che i tuoi occhi hanno ammirato qualcosa di veramente “bello”?

ALLENA IL PIACERE DELL'UDITO
Questo è un senso, che seppur meno sollecitato del precedente, può essere molto più logorante. Non sono poche le vibrazioni sonore fastidiose che si insinuano nella tua vita senza che tu possa fare niente per impedirlo. Anche per questo senso, quindi, può essere veramente utile e gradevole creare il vuoto di rumori intorno a sé e immergersi nel silenzio più totale per almeno dieci minuti. In certi momenti il “suono” del silenzio è veramente l’unica cosa che si ha bisogno di sentire. Fortunatamente, ci sono anche tanti stimoli sonori piacevoli e rilassanti. Uno di questi è sicuramente la voce. Una voce dolce, pacata, rassicurante risolleva lo spirito e può disarmare l’emozione più ardente. Ricerca questa voce in chi ti circonda e ascoltala. Anche i suoni della natura sono stimoli acustici che infondono un grande senso di calma. Il fruscio delle foglie, il cinguettio degli uccelli, le onde del mare e persino la pioggia battente hanno il potere di rilassare, purché si abbia i sensi  attenti a raccogliere questi suoni meravigliosi.  Le vibrazioni sonore a più grande effetto gratificante hanno origine nell’infinito spartito della musica. Dalle semplici canzoncine alle più complesse opere orchestrali puoi ricavare innumerevoli sensazioni piacevoli. La  musica rappresenta l’espressione più sublime della comunicazione umana.
Il concetto di “musica piacevole” è molto soggettivo: un’armonia può stimolare nell’animo umano risposte molto diverse, a volte anche contrastanti.
Asseconda i tuoi gusti e tieni sempre a portata di mano la musica che preferisci.         
                  

ALLENA IL PIACERE DELL'OLFATTO
L’olfatto è il più primordiale dei sensi. In molte specie animali, grazie al suo particolare sviluppo,  è fondamentale per la sopravvivenza: permette la ricerca del cibo, avverte della presenza di predatori, favorisce l’accoppiamento.  Un topolino cieco o sordo riesce comunque a trovare da mangiare grazie al suo fiuto, ma se gli mancasse l’olfatto morirebbe di fame perché non riuscirebbe a identificare il cibo. L’uomo, nel corso dell’evoluzione, ha sempre più messo da parte questa prodigiosa modalità sensoriale, ed oggi è forse quella meno utilizzata delle cinque. Un riferimento importante nella ricerca degli stimoli olfattivi gratificanti è la tua “memoria olfattiva”: Nel corso della vita hai accumulato tantissimi ricordi odorosi e sicuramente tra questi ce ne sono alcuni che ti richiamano momenti di distensione e di felicità. Sono questi gli stimoli a cui devi esercitare il tuo olfatto. Sono i profumi associati agli eventi significativi del tuo vissuto, alle persone cui vuoi bene, ai cibi o alle bevande che preferisci.
Sono i profumi della tua sfera affettiva: avvicinali al tuo naso con un tocco di passione e lasciati inebriare. Puoi anche immergerti nelle fragranze dell’aria evocatrici di vacanza o di rinnovamento: l’aria del mare o della pineta, il profumo dell’erba appena tagliata, il senso di fresco e pulito di una nuova tinteggiatura;    puoi appagarti con il profumo dolce e tranquillizzante di fiori come la lavanda, la gardenia, il mughetto e la rosa; puoi regalare ai tuoi spazi vitali le magiche esalazioni di incensi e oli essenziali rilassanti (vaniglia, sandalo, gelsomino).
Praticamente non hai alcun limite in questa ricerca: possiamo riconoscere oltre 10mila stimoli olfattivi.


ALLENA IL PIACERE DEL GUSTO
Attraverso questo senso percepisci tanto il sapore del cibo (dolce, amaro, salato o acido) quanto il suo aroma, il gusto vero di ogni alimento. Questo è dovuto a molecole odorose, liberate da masticazione e salivazione, che risalgono alla mucosa olfattoria attraverso il retro della bocca. Per sfruttare questo senso nella rieducazione al piacere la prima cosa da fare è valorizzare il momento in cui si mangia.  Il rapporto col cibo traduce l’armonia che si ha con le proprie funzioni vitali. E’ espressione della cura e del rispetto di sé. Quando si mangia frettolosamente, con indifferenza per ciò che si mette in bocca, per l’ambiente e per le persone con cui ci si trova, significa non riconoscere altro, a questo bisogno fisiologico, che non la semplice funzione di soddisfare il proprio corpo.  Mangiare non deve diventare un obbligo rituale così come non deve incutere timori infondati: la paura di ingrassare, di rovinare la salute o di perdere tempo, trasforma spesso il cibo in un’occasione di conflitto interiore e di stress. In queste situazioni il senso del gusto non può certo regalarti le sue sensazioni più appaganti. Dare valore a questo momento significa recuperarne la giusta atmosfera e invitarsi ogni volta a qualcosa di speciale. Un’altra regola importante è di sintonizzarsi sul sapore di ciò che si introduce in bocca. Molta gente non è cosciente quando mangia: si è tanto indaffarati a chiacchierare o a pensare ad altro che si trascura la fase più delicata e spesso più piacevole dell’alimentazione: la degustazione. Questa merita sicuramente più attenzione e andrebbe cominciata ancor prima di mangiare: osserva con cura il cibo che hai davanti, valutane l’aspetto, la consistenza, la temperatura, il profumo. Il coinvolgimento degli altri sensi nell’apprezzamento degli alimenti è un fatto istintivo, non reprimerlo.  Quando mastichi, fallo lentamente, stabilisci un contatto fisico col cibo, non deglutire affrettatamente,  lascia il tempo alle tue papille gustative di percepire i sapori e agli aromi di sprigionarsi completamente. Se poi chiudi per qualche istante gli occhi l’effetto è completo. Un’ultima attenzione, infine, è quella di ricercare spesso nuovi sapori.  A tavola bisogna combattere la monotonia e la schiavitù dalle proprie abitudini. Appagarsi  sempre con i soliti alimenti, magari anche in eccesso, è una rinuncia imperdonabile al piacere e al benessere.  Non permettere che il tuo gusto si ammali di pigrizia, affidati alla fantasia e viaggia con passione nel prelibato mondo dei sapori.  


ALLENA IL PIACERE DEL TATTO
Il tatto è il primo senso a svilupparsi nell’embrione umano ed è attraverso di esso, che alla nascita, passano le prime esperienze relazionali e affettive. La cute in cui risiede, in termini di estensione, è l’organo più grande del corpo umano. Ogni centimetro quadrato di pelle contiene migliaia di recettori sensoriali che, nella loro differenziazione, raccolgono vari tipi di sensazioni: tattile, pressoria, termica, dolorifica.  Tra gli stimoli più piacevoli e rilassanti per questo senso c’è sicuramente il contatto con l’acqua.  L’acqua è l’elemento vitale per eccellenza e immergendovi il corpo ritorni simbolicamente nel grembo materno. Per guadagnare il relax nell’ambiente “acqua” puoi ricorrere ad una moltitudine di approcci: dal bagno tonificante con sali minerali, all’idromassaggio, alla doccia effusiva (pioggia molto fine) di acqua termale o marina , al  movimento dolce in piscina. Un altro stimolo che induce alla calma  è l’esposizione al sole. Con le dovute accortezze e senza esagerare l’irradiazione solare è uno degli antistress più genuini che madre natura ti offre. Il riscaldamento della cute stimola la circolazione sanguigna distendendo muscoli e nervi. L’effetto rilassante è maggiore quando il calore è associato all’umidità: nel farti baciare dai raggi solari cerca sempre la vicinanza dell’acqua e se proprio non sei amante del sole puoi saggiare, come valida alternativa, il caldo umido artificiale di una sauna rigenerante. Un ulteriore stimolo rilassante  che può essere mediato attraverso il tatto è il massaggio. Questo costituisce il miglior rimedio contro la tensione muscolare, sintomo di stress per antonomasia. Ci sono diverse tecniche per manipolare cute e muscoli (massaggio classico, shiatsu, linfodrenaggio, riflessologia…) che, applicate ad arte, rivitalizzano il corpo e inducono un meraviglioso senso di rilassamento. Il senso del tatto rappresenta una via per molteplici altri stimoli gratificanti. Tra questi spicca il contatto fisico con i propri simili, in particolare con chi si vuole bene. Quando la mamma bacia il suo bambino, due innamorati si abbracciano o anche semplicemente due mani amiche si stringono,  le vie nervose che conducono le informazioni tattili si congiungono con quelle affettive nel centro del piacere. Nella ricerca del contatto si esprimono i  bisogni di appartenenza, di accettazione, di sicurezza, di affetto, di fiducia.
Terzo Passo
Usa il tuo immaginario
LA SORGENTE DI VITA NUOVA

Leggi attentamente questo racconto. Poi chiudi gli occhi e rivivilo mentalmente come in un sogno, immergendoti totalmente in emozioni e sensazioni. Non serve sforzarsi di capire: è lo sfuggire del senso e dell’intuizione che fissa in profondità il messaggio.
E’ l’alba di un nuovo giorno e finalmente hai raggiunto l’isola del tesoro, l’isola dei tuoi sogni. Un paesaggio stupendo si apre davanti ai tuoi occhi. E' un posto meraviglioso, un piccolo paradiso. C'è l'armonia della natura intorno a te, con tutti i suoi colori, tutti i suoi suoni, tutti i suoi profumi. C'è anche il tuo sentiero. Ti incammini con fiducia, la meta è vicina ormai. I luoghi che attraversi ti infondono calma e serenità. Solo pochi pesi trasporti ancora su di te. La sete di ciò che ti attende arde sempre più nel tuo cuore. Finalmente, tra un ammasso di rocce  scorgi una sorgente d'acqua. E' acqua sorgiva purissima, sgorga dalla madre terra per te. Con grande piacere ti disseti a quella fonte di vita.  L'acqua limpida e fresca ti rigenera completamente. Purifica il tuo corpo, purifica la tua mente. Ti fa sentire parte della natura fino in fondo e mentre avverti una sensazione straordinaria di benessere e di leggerezza, i tuoi occhi e i tuoi pensieri si posano su un fiore lì vicino. Non l’avevi ancora notato. E' un fiore bianchissimo, stupendo. La sua forma ti ricorda qualcosa, ha le stesse sembianze del fiore rosso. E' lui in verità, ha solo cambiato colore. Nuovi significati si depositano in te e mentre ciò avviene ti accorgi che anche in te è cambiato qualcosa: non c’è più alcun peso sulle tue spalle.
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