1. Il piano d'azione - Esci dalla trappola

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I. IL PIANO D'AZIONE
Per uscire dalla trappola e diventare una persona libera è fondamentale cambiare il proprio modo di pensare. Come pensi sarà la tua vita quando avrai risolto il tuo problema? Probabilmente non hai ancora le idee molto chiare al riguardo. Abbandona ogni inquietudine e rassicurati. Ciò che hai davanti è una trasformazione positiva della tua esistenza. Il cambiamento che ti aspetta non è una  separazione” da qualcosa di prezioso. Non è né "una perdita” né "una rinuncia”. Tutte queste convinzioni nascono dal condizionamento operato per anni sulla tua mente. Ciò che ti aspetta è una splendida conquista. Questo deve essere il tuo modo di vedere le cose, di pensare alla tua meta. Vincere una dipendenza, qualunque essa sia, non è facile, costa fatica, bisogna superare delle difficoltà. A volte di fronte a qualcosa di complicato ci si lascia prendere dalla sfiducia nei propri mezzi e si abbandona prima ancora di iniziare. Un piano d'azione rende le cose molto più semplici. Perchè non provi a costruirne uno tutto tuo?
Primo Passo
Studia il campo di battaglia

Per fare un buon piano è indispensabile conoscere innanzitutto l'azione da intraprendere. Con cosa hai a che fare realmente? Ritieni di possedere tutte le informazioni riguardanti la tua dipendenza? Sai a cosa vai incontro nel tentativo di interromperla? E' soprattutto di fronte a quest'ultimo quesito che devi avere le idee assolutamente chiare. Nelle malattie del piacere la sindrome da astinenza è il rovescio della medaglia. Costituisce un segnale evidente che l’oggetto di attaccamento ha prodotto una dipendenza ed entro certi limiti può essere considerata un indicatore abbastanza fedele di gravità della stessa. Questo è il primo scoglio che devi affrontare, ma non preoccuparti, seguendo attentamente i passi della guida lo potrai superare senza alcuna difficoltà.
 
La prima cosa da fare è conoscerlo bene in tutti sui dettagli. Non puoi certo affrontare un nemico senza sapere con chi hai a che fare. Innanzitutto devi accertarti che si tratti di astinenza e non sintomi di altra natura (peraltro sempre possibili). Tieni anche presente che l'astinenza è molto soggettiva e non dipende soltanto dal livello di dipendenza.  Influiscono molto  anche le caratteristiche individuali, le condizioni psicofisiche del momento, l’associazione con altre sostanze, la motivazione  che c’è dietro. A parità di gravità per una stessa dipendenza le gradazioni possono andare dal  moderatamente fastidioso all’assolutamente intollerabile. Una cosa molto utile che puoi fare, per studiare la tua astinenza, è quella di cominciare ad “assaggiarla”.

Senza forzare troppo la mano puoi verificare due cose importanti: qual è il primo “sintomo” che compare (nella maggior parte dei casi sono l’ansia e il craving a comparire per primi) e dopo quanto tempo questo fa il suo esordio (più è precoce rispetto ai tempi indicati e più la dipendenza è di grado elevato). In ogni caso non spingerti oltre, accontentati di conoscere i limiti che puoi raggiungere senza soffrire e considera questa verifica come un “esercizio di riscaldamento” per la tua motivazione: nel prendere confidenza con i propri limiti nasce spesso il desiderio di superarli.
Secondo Passo
Sviluppa l'autoconvinzione

Un requisito fondamentale per programmare con senso ed efficacia le tue mosse è quello  di credere in ciò che stai facendo.  Se ti convinci che vincere la tua dipendenza è impossibile e che non ce la potrai mai fare anche un piano d’azione ben fatto servirà a ben poco. Le convinzioni hanno il potere incredibile di condizionare le azioni delle persone.  Per questo, mentre sta prendendo vita il tuo progetto, devi gettare le basi per delle nuove convinzioni.  Coltiva solo convinzioni di fiducia e non lasciare spazio a quelle pessimistiche, che potrebbero limitare la tua azione:  “se tante persone ce l'hanno fatta, posso farcela anch’io”.  Sono queste le "parole magiche" che ti dovrai ripetere più volte in questa fase.

La seconda fase consiste nell'avvalorare l’idea. Perché un pensiero auto-indotto diventi sempre più importante e possa riflettersi sul comportamento deve essere ricorrente, condivisibile e  non deve contraddire altri convincimenti. In questa fase, che può richiedere anche un certo periodo di tempo,  è necessario che ti ripeta più volte dentro di te l'idea cui vuoi dar valore, facendo attenzione a non scivolare nel banale o nell’ossessività. E’ utile anche chiedere a qualche persona che conosci in che misura approva questo tuo concetto.

La terza e ultima fase è la “ritualizzazione”. L’idea si trasforma in convinzione quando si passa all’azione. Questo è un passaggio spontaneo che non può essere indotto artificialmente, però è possibile fare delle “azioni preparatorie”, un po’come avviene in certi riti dove la gestualità svolge una funzione di propiziazione. Può esserti utile stabilire una data precisa in cui iniziare la tua terapia e scandire ogni giorno che passa, e che ti avvicina alla data stessa, con un piccolo gesto rituale (come evidenziando i giorni sul calendario oppure aggiornando quotidianamente qualche tuo conoscente). Un'idea da non sottovalutare è la predisposizione di un piccolo diario in cui descrivere il tuo piano d'azione (ciò che ti muove, le date che ti prefiggi, la meta che vuoi raggiungere). Ciò che conta in ogni caso è agire, fare qualcosa. Anche se ancora non è l’azione desiderata, il pensiero comincia a riflettersi sul comportamento.
Terzo Passo
Sperimenta il tuo immaginario
Osserva, come in uno specchio immaginario,  la tua soddisfazione, gli occhi luminosi e raggianti, la bocca sorridente. Guardati mentre respiri il benessere e la libertà. Circondati di sensazioni piacevoli. Immagina la tua felicità per questa straordinaria conquista. Più emozioni positive riesci a coinvolgere in questa visualizzazione e più forte sarà il suo effetto. Entra con convinzione in questi nuovi panni e tutta l'energia che c'è in te punterà nella direzione del tuo successo.

Mettiti a tuo agio in una comoda posizione. Chiudi gli occhi e respira normalmente con calma. Libera la mente da ogni pensiero e concediti qualche attimo di rilassamento. Poi costruisci mentalmente il tuo successo: per favorire il cambiamento non dovrai far altro che cullare nella mente un’immagine che ti raffiguri nel momento in cui avrai già risolto il tuo problema.
Concediti tutto il tempo necessario per dare a questa immagine tutte le qualità che ti piacerebbe esprimere in quel momento.
Sono le ore di
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