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Appena varcata la soglia del cambiamento la prima vera grande "prova" che devi superare è il riempimento del vuoto. La dipendenza è un'insieme di abitudini che quando vengono a mancare producono una sensazione "di mancanza" , generica, indefinita. Si tratta di una sensazione normale, venendo meno schemi comportamentali utilizzati per anni, ma effettivamente è anche una sensazione scomoda. Per avere una piena soddisfazione di ciò che hai realizzato non devi però attendere a lungo. Anche se la pazienza non è il tuo forte, puoi affrontare questa fase transitoria con la più assoluta serenità. Devi solo fare un po’ di attenzione a non sostituire ciò che rimuovi dalle tue abitudini con altre “forme anomale” di piacere. Il bisogno di gratificare in qualche modo i tuoi bisogni può farti cadere in un’altra “trappola”. Non farti prendere dall’insofferenza, ma tieni sempre sotto osservazione i tuoi bisogni: la pazienza non è un’attesa vuota bensì una "sfida impegnativa" in cui puoi mettere in mostra le tue risorse migliori. Per facilitare l'adattamento alla nuova situazione può essere di grande aiuto sviluppare anche l'elasticità mentale. Quando l’albero è flessibile si piega al vento forte, se invece è duro e rigido si spezza o viene sradicato dal suolo. La dipendenza impigrisce la mente, ti intrappola nella consuetudine, ti irrigidisce di fronte alle novità. Rompere con le proprie abitudini, in certe circostanze, può diventare un’impresa veramente ardua se manca un po’ di flessibilità. Come fare per svilupparla? In primo luogo allenandosi al cambiamento. Sperimentando piccoli cambiamenti nella normale vita di tutti i giorni ci si prepara per affrontare meglio quelli più grandi. Se hai l’abitudine di sederti in un posto fisso a tavola, prova a cambiarlo per un po’ di tempo. Guardando la realtà da un’angolatura differente cambiano le percezioni. Così se ogni giorno percorri sempre un stesso tragitto, cerca una strada alternativa. Introducendo delle variazioni nelle solite abitudini rendi più flessibili alle novità i tuoi schemi comportamentali. Un altro sistema per sviluppare l’elasticità mentale è quello di progettare dei cambiamenti. Alcune persone sono particolarmente rigide perché nella loro vita non fanno mai dei progetti di vita (inerenti il lavoro, la casa, il tempo libero..). Sono persone fondamentalmente "chiuse” che non amano "guardare lontano". Si accontentano della loro esistenza e difficilmente cambiano la loro opinione. La loro immobilità è fondamentalmente un “meccanismo di difesa”: hanno paura di cambiare. Non vivere come queste persone in attesa dei cambiamenti decisi da altri. Fai frequentemente dei progetti sul tuo futuro, ipotizza nuovi obiettivi sia a lungo termine sia a breve termine. Cerca di cambiare, almeno idealmente, le cose che non ti piacciono. Ciò ti aiuterà non solo ad essere più flessibile, ma anche ad apportare veramente qualche miglioramento nella tua vita: le cose cambiano nel momento in cui si cominciano a “pensare” in un modo diverso. Non tutto ciò che viene affrontato si può cambiare, ma niente si può cambiare finché non lo si affronta” (James Bolwin).