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Un modo molto semplice per riconoscere la trappola in cui ti trovi è quello dell'autoosservazione. Si tratta di un utile esercizio per leggere in ogni momento e con “occhio esterno” i numerosi segnali che escono dal tuo corpo. Un po’ come avere sempre uno specchio personale davanti a sé che evidenzia istante per istante le proprie azioni e i propri sentimenti. Questa pratica, che richiede solo un po’ di addestramento, ti può aiutare tantissimo a correggere i tuoi comportamenti istintivi e a migliorare il tuo autocontrollo. Concretamente consiste nel compiere alcune rilevazioni ogni volta che la tua dipendenza prende il sopravvento su di te. In questo modo tutto il tempo in cui il controllo ti sfugge dalle mani viene non solo riconosciuto nella sua reale consistenza, ma anche sempre più isolato e circoscritto. In pratica devi eseguire nell’ordine le seguenti operazioni:
- Contare attentamente, di volta in volta, i momenti della giornata in cui ti dedichi a soddisfare il tuo bisogno anomalo.
- Stabilire in quale stato d’animo ti trovi nell'attimo immediatamente prima di soddisfarlo: puoi scegliere tra queste tre situazioni: stato negativo (tensione, stanchezza, ecc.), stato positivo (benessere, distensione), stato indifferente (comportamento automatico).
- Valutare, dopo ognuno di quei momenti, se quel bisogno che hai soddisfatto era rinunciabile o irrinunciabile.
Annota queste tue osservazioni di volta in volta, giorno dopo giorno. Ciò ti permetterà di fare considerazioni complessive sul tuo problema ma soprattutto si creeranno delle barriere coscienti sempre più forti e resistenti intorno ai momenti in cui l'inconscio ha il sopravvento sul tuo comportamento. Ciò che sfugge al tuo controllo viene sempre più delimitato e confinato dal continuo confronto con la tua presa di coscienza.