Guida on-line > Decima tappa
Attraverso questo senso percepisci tanto il sapore del cibo (dolce, amaro, salato o acido) quanto il suo aroma, il gusto vero di ogni alimento. Questo è dovuto a molecole odorose, liberate da masticazione e salivazione, che risalgono alla mucosa olfattoria attraverso il retro della bocca. Per sfruttare questo senso nella rieducazione al piacere la prima cosa da fare è valorizzare il momento in cui si mangia. Il rapporto col cibo traduce l’armonia che si ha con le proprie funzioni vitali. E’ espressione della cura e del rispetto di sé. Quando si mangia frettolosamente, con indifferenza per ciò che si mette in bocca, per l’ambiente e per le persone con cui ci si trova, significa non riconoscere altro, a questo bisogno fisiologico, che non la semplice funzione di soddisfare il proprio corpo. Mangiare non deve diventare un obbligo rituale così come non deve incutere timori infondati: la paura di ingrassare, di rovinare la salute o di perdere tempo, trasforma spesso il cibo in un’occasione di conflitto interiore e di stress. In queste situazioni il senso del gusto non può certo regalarti le sue sensazioni più appaganti.
Dare valore a questo momento significa recuperarne la giusta atmosfera e invitarsi ogni volta a qualcosa di speciale. Un’altra regola importante è di sintonizzarsi sul sapore di ciò che si introduce in bocca. Molta gente non è cosciente quando mangia: si è tanto indaffarati a chiacchierare o a pensare ad altro che si trascura la fase più delicata e spesso più piacevole dell’alimentazione: la degustazione. Questa merita sicuramente più attenzione e andrebbe cominciata ancor prima di mangiare: osserva con cura il cibo che hai davanti, valutane l’aspetto, la consistenza, la temperatura, il profumo. Il coinvolgimento degli altri sensi nell’apprezzamento degli alimenti è un fatto istintivo, non reprimerlo. Quando mastichi, fallo lentamente, stabilisci un contatto fisico col cibo, non deglutire affrettatamente, lascia il tempo alle tue papille gustative di percepire i sapori e agli aromi di sprigionarsi completamente. Se poi chiudi per qualche istante gli occhi l’effetto è completo. Un’ultima attenzione, infine, è quella di ricercare spesso nuovi sapori. A tavola bisogna combattere la monotonia e la schiavitù dalle proprie abitudini. Appagarsi sempre con i soliti alimenti, magari anche in eccesso, è una rinuncia imperdonabile al piacere e al benessere. Non permettere che il tuo gusto si ammali di pigrizia, affidati alla fantasia e viaggia con passione nel prelibato mondo dei sapori.
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