Esci dalla trappola

Cerca nel sito

Vai ai contenuti

Libri sul disagio

Libri

Enrico Magni
psicologo presso il C.P.S. di Bellano - Lecco, ha lavorato per molti anni presso il SerT di Merate.
Psicoterapeuta, sessuologo, criminologo clinico, docente di criminologia presso L'Università di Padova e autore di diversi saggi sul disagio giovanile e su quello psichico. Tra le sue opere più recenti:

II mondo dominato dalla globalizzazione sta producendo una grande mutazione sociale che coinvolge tutte Ie comunità umane e Ie loro istituzioni; prima fra tutte la famiglia, che storicamente ha costituito iI solido nucleo della convivenza e sopravvivenza dell'uomo e della donna. II soggetto e ora collocato all'interno di più realtà costituite da un insieme di percorsi e di storie frammentate, di cui non riesce a rintracciare un significato complessivo: da ciò i rischi di emarginazione e di esclusione nella società. La famiglia è cosi investita da profondi mutamenti, che si manifestano, spesso, in modi laceranti. Essa non ha più la solidità della famiglia matriarcale, ne la flessibilità di quella nucleare: appare disorganizzata, incapace di trovare nuove forme di relazioni e nuovi modelli di riferimento. La famiglia nucleare (genitori, figli) è stato il modello dominante durante II ventesimo secolo; oggi in una società sempre più diversificata e multiculturale, deve ridefinire i ruoli e Ie funzioni dei suoi componenti, oltre che elaborare nuovi valori e norme. La famiglia costituisce una micro-società formata di rapporti e funzioni molto complessi, e nel momento in cui sorgono ostacoli che sano considerati insormontabili, scatta l'aggressività, la violenza, sempre più spesso veicolata verso i componenti del proprio nucleo d'origine, considerato la causa primaria delle frustrazioni e degli insuccessi. In un tale contesto, I'omicidio entro la famiglia, che in questi ultimi decenni ha subito un eccezionale incremento, il più delle volte è iI frutto di una lenta elaborazione, di una conflittualità tra la "Iegge" del padre, quella della madre e quella del figlio.

Se l'atto violento è il risultato di un atavico processo evoluzionistico, bioneurologico, psicologico e sociale, indagarne e capirne Ie manifestazioni è un lavoro di analisi attenta e faticosa, che richiede esperienza, osservazione e studio metodico. E' iI percorso di questo Iibro scritto da tre specialisti che operano in un centro di salute mentale, quindi a diretto contatto con i pazienti, con lo scopo di "scoprire quel 'come' epistemico indispensabile per escogitare delle strategie di prevenzione". Un impegno non indifferente, in quanta si prefigge di analizzare gli ammalati prendendone in esame i diversi ambiti esistenziali: biologico, psicologico, familiare, professionale, relazionale, sociale.Enrico Magni nella parte, "Eziogenesi dell'atto violento", opera una chiara distinzione tra violenza e aggressività, arrivando alla conclusione che comunque "I'aggressività può escludere la violenza, la violenza non può manifestarsi senza I'aggressività". L'analisi di Giovanni Somenzini nella parte, "Correlati biologici dell'aggressività", affronta la problematica sui comportamenti violenti maschili e femminili, rilevando che in alcuni casi atti come omicidi, stupri, uso di armi, ecc., "sono notevolmente più frequenti tra gli uomini rispetto alle donne", mentre in altri, come ad esempio in quello domestico, "Ie differenze tra uomini e donne sono poco significative". L'aspetto della violenza in ambito familiare viene affrontato anche da Giuseppe Giunta nella terza parte intitolata "La violenza in ambito psichiatrico", approfondendola con quindici casi di "storie malate", per ribadire che "Ia psicoterapia rimane la pietra angolare del trattamento".

Nella società odierna il giovane è al centro di una costante attenzione mediatica, quasi esclusivamente per eventi e comportamenti devianti, tali cioè da suscitare, per la loro singolarità, o addirittura efferatezza, effetti sconcertanti, suscitando interrogativi a cui è difficile fornire risposte razionali. Secondo l'autore, il mondo giovanile è sottoposto, oggi, a una continua trasformazione di stili di vita, di punti di riferimento, di suggestioni, che determinano comportamenti codificabili solo con l'aiuto di tutte quelle discipline (psicologia, sociologia, antropologia, statistica, psicoanalisi) che concorrono a farci comprendere questo universo giovanile per molti aspetti ancora sconosciuto, perché sottoposto a una mutazione sempre più accelerata. L 'autore parte da fatti di cronaca, dalle immagini deformanti che ne hanno dato i media, immagini che interagiscono con i protagonisti delle cronache e con i loro fruitori, per cercare, attraverso la messa in opera di categorie interpretative tratte dal millenario patrimonio culturale, simbolico, metaforico, mitologico, una lettura persuasiva del giovane, dei suoi comportamenti, delle sue ansie, progetti, pulsioni all'altezza della complessità del mondo e dei suoi più giovani abitatori.



II mondo sta cambiando in modo vertiginoso e inaspettato: i comportamenti sociali di massa e individuali si devono confrontare con nuove realtà come la new economy, iI cyberspazio, Ie biotecnologie, la multiculturalita, la multireligiosita, Ie guerre mediatiche. E' iI post-modemo, inteso non come post-cronologico, ma come un sistema concettuale funzionale ad interpretare la realtà, Ie dissonanze sociaIi , culturali e psicologiche. Secondo Elena Moggi si può affermare che negli ultimi 30 anni vi sia stato un cambiamento nel mondo artistico e politico economico che ha portato con sè una trasformazione del senso del mondo e della reaItà in cui viviamo e di cui facciamo esperienza: siamo arrivati ad una concezione del sapere priva di quei fondamenti che erano stati alla base del progetto dell'epoca moderna. Per Domenico Gallo si tratta dell'affermarsi di una visione negativa della conoscenza scientifica che storicamente accomuna il pensiero marxista alla destra esoterica: iI primo vagheggia iI ritorno a uno stato di natura che cela spietate dinamiche irrazionaliste, mentre Ie destre invocano I'apocalisse e la fine della cultura occidentale, sognando anche loro un'arcadia di forze primordiali. A fronte di tutto questo, secondo Enrico Magni c'è la necessita di ricercare nuovi indicatori sociali e psicologici per elaborare delle risposte alle domande complesse che la situazione della globalizzazione e della mondializzazione pone.

30 apr 2011

Torna ai contenuti | Torna al menu