Esci dalla trappola

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La rieducazione al piacere

Nelle persone che escono da una dipendenza il piacere va rieducato come un bambino cresciuto nella giungla. E' indispensabile ricostruire tanto il "piacere mentale" quanto il "piacere sensoriale". Il primo è il senso di gratificazione connesso all’appagamento dei bisogni (può essere il piacere di aver fatto un buon pasto, quello di aver svolto un buon lavoro, di aver ritrovato un caro amico, ecc.). Di norma questa sensazione non è legata solo all’immediatezza, ma anche all’intenzionalità di appagamento del bisogno, alla sua realizzazione futura: talvolta è più gratificante il lavorio mentale  che c’è dietro il progetto di un piacere, che non il piacere in sé stesso. In tal modo infatti, il piacere suscita l’impressione di durare più a lungo, in quanto anticipato, centellinato, proiettato nel futuro. Fondamentalmente il piacere mentale sta molto di più nel desiderare qualcosa di piacevole che non nell'averla. Stabilire le misure del piacere può essere molto importante per l’armonia interna dell’individuo. Può contribuire a superare i momenti difficili, a ricaricare le “ pile  scariche”, a dare un senso al proprio vivere. Nelle persone che vivono nella trappola di una dipendenza il piacere mentale viene vissuto soprattutto al presente, nel qui e ora, mentre la sua proiezione futura risulta fortemente affievolita. E’ la dipendenza che catalizza ogni desiderio, così come viene attribuito all'oggetto di attaccamento il compito di “dilatare” nel tempo la fugacità del piacere immediato. La mente non è più responsabile delle misure che il piacere assume e questo diventa un semplice e afinalistico  “pulsante” nelle mani della dipendenza. Uscendo dalla dipendenza ci si trova all’improvviso senza alcun “pianificatore”  del piacere, né la droga né la mente (questa, dopo anni di funzionamento a basso regime,  necessita di un po’ di tempo per riprendere a progettare in tal senso). Ciò può disorientare se non ti premunisci. Un buon metodo è quello di assumere un "atteggiamento contemplativo"  verso ogni atto che compi. Il piacere si può ritrovare in qualsiasi azione, se solo non regnasse uno stile di vita all'insegna della fretta e del risparmio di tempo. Basta rallentare un po’ il proprio ritmo personale per assaporare la consapevolezza di ciò che si va facendo e ricavarne un senso di gratificazione. Fortunatamente il piacere passa anche attraverso i sensi. Le gratificazioni legate a aquesti organi sono momenti rigeneranti nella vita di ogni giorno.  Infondono buon umore e gioia di vivere, spezzando i ritmi a volte esagerati cui sottoponiamo il nostro corpo e la nostra mente. Nella trappola di una dipendenza il piacere sensoriale  è spesso accantonato, vuoi perché in alcuni casi la percezione stessa ne risulta alterata, vuoi perché la ricerca del piacere tende ad esser indirizzata in modo quasi esclusivo verso la droga. Gli organi sensoriali sono i nostri punti di contatto con l’esterno, rappresentano  le nostre “finestre”sul mondo. Si tratta di organi specializzati nella ricezione di varie forme di energia (luminosa, acustica, meccanica, chimica) e nella loro traduzione in stimoli nervosi. Attraverso di essi ricevi miriadi di informazioni, che una volta elaborate nel cervello, ti permettono di adattarti alla realtà che ti circonda. Sono mezzi di inestimabile valore. Anche la mancanza di uno solo di essi altera la percezione del mondo e impedisce  di apprezzarne tutte le meraviglie. Fai in modo di recuperare la loro piena sensibilità, allenali come se fossero dei muscoli atrofizzati e la tua dipendenza sarà presto un ricordo.


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