La disintossicazione "naturale" - Esci dalla trappola

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La disintossicazione "naturale"

All’inizio della tappa si è posto l'accento sulla gradualità con cui avviene lo svezzamento dal latte materno. Un cambiamento brusco nel modo di alimentarsi e nel rapportarsi con la mamma sarebbe insopportabile per il bambino. In eguale misura un distacco troppo rapido dalla dipendenza  induce non poche sofferenze.  Non che questo sia impossibile, ma  per alcune droghe sarebbe poi necessario l’aiuto di farmaci se non addirittura il ricovero in ospedale. La tecnica della disintossicazione naturale  permette invece di passare "dolcemente" alla normalità  senza alcuna sofferenza. E’ un metodo semplicissimo di disintossicazione  praticamente adatto a tutti i livelli di dipendenza, non richiede ausili esterni di alcun genere ed è adattabile ai ritmi di ogni persona. Ci sono però tre requisiti fondamentali che bisogna possedere perché la tua iniziativa abbia successo.  Il primo è una decisione solida e stabile. Almeno col pensiero devi aver già risolto il tuo problema. Anche se per necessità il tuo corpo continua a soddisfare il bisogno anomalo, nella tua mente questo non deve più essere accettato come prima. Il secondo attributo da sviluppare è la capacità di misurazione.  Devi cioè saper valutare il tuo bisogno sia in termini quantitativi (dosi di assunzione) sia in termini temporali (intervallo tra le assunzioni). La disintossicazione naturale avviene  diminuendo poco alla volta i dosaggi assunti e allargando sempre di più l’intervallo tra un’assunzione e l’altra. Il tutto abbastanza lentamente, secondo le proprie possibilità e i propri tempi.  Non si deve avvertire il benché minimo disagio. Se compare anche solo un  po’ di ansietà significa che stai procedendo troppo velocemente e allora dovrai rallentare. Se ti stai impegnando a diminuire i dosaggi non dovresti allargare contemporaneamente gli intervalli e viceversa. In linea teorica una diminuzione del dosaggio e un allargamento dell’intervallo intorno al 10 %  non comportano alcuna ripercussione sintomatologia  sull’organismo. Queste sono le regole generali, poi sta alla tua fantasia e alla tua motivazione  creare il resto. L'ultima prerogativa  da parte tua è la continuità nel portare avanti l'impegno. E' importante non fermarsi mai in questo processo di separazione. Piuttosto se temi di non farcela, programma all'inizio una riduzione più dilazionata, ma non fare mai delle soste lungo il tragitto (le pause tra una riduzione e l’altra non dovrebbero mai essere superiori a 3-5 giorni). Un'eccessiva flessibilità rischierebbe di trasformare il tuo svezzamento  in un lungo ed interminabile "addio".  Fissa i tempi che ti appaiono più adeguati alla tua dipendenza e poi rispettali con fermezza. Queste sono le premesse di base per un esito positivo. Ovviamente poi ci sono da considerare altre variabili come le tue condizioni del momento, le pressioni che ricevi dall’esterno, il tipo di droga. Con droghe particolarmente “pesanti” come l’alcol o l’eroina i tempi devono essere necessariamente più dilazionati col rischio che, se il livello di dipendenza è elevato, potrebbero diventare lunghissimi (rivolgiti in questi casi senza alcun dubbio al tuo medico o ai servizi specialistici).

 
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