Esci dalla trappola

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Tra i fattori che possono influenzare la decisione un posto di rilievo spetta alle “informazioni”. Mentre la motivazione è prevalentemente un fatto inconscio, la decisione coinvolge direttamente la ragione, per cui è molto sensibile alle informazioni. Più informazioni corrette ci sono, più la decisione sarà rapida e giusta. Per questo è utile nella fase in cui la decisione è ancora in cantiere che tu faccia un “bilancio dei costi e benefici”. E’ utile elencare tanto i “costi” quanto i “benefici” che si acquisiscono risolvendo una volta per tutte il tuo problema. Si tratta di due inventari del tutto personali, come d’altra parte è unico e personale il rapporto che hai con il tuo oggetto di attaccamento. Il senso di questo esercizio è quello di mettere su una bilancia i vantaggi e gli svantaggi dell’azione che stai per compiere, sollecitando così la tua capacità di giudizio. Il cervello è un organo straordinario che elabora sempre le informazioni che riceve. Due insiemi di dati antitetici costituiscono una ghiotta occasione per valutare e decidere. Ogni volta che fai questo bilancio praticamente stimoli il cervello a darti una risposta, lo costringi ad elaborare i dati che gli fornisci ed a prendere una decisione.

Ma la mente umana non è un freddo elaboratore di dati, non è un semplice “computer”. Anche di fronte ad un bilancio costo-benefici che non lascia alcun dubbio la decisione può rimanere in bilico. Sono molte le variabili che possono interagire. A volte sono gli “stati d’animo” a condizionare le scelte. Se stai attraversando un momento “nero” potresti non sentirti a tuo agio nel prendere questa decisione. Così come potresti nutrire incertezze se hai vissuto “esperienze negative” al riguardo (precedenti fallimenti, ricadute, esempi di persone che non ce l’hanno fatta, ecc.) . Ostacoli poi veramente duri sono alcuni “convincimenti erronei” come quello di“non farcela”, di “non avere sufficiente volontà” o di “dover sopportare gravi crisi di astinenza”. Tutte queste situazioni possono generare forti rallentamenti a livello decisionale.

Ma i freni più grossi sono i "meccanismi di compenso dell'equilibrio" attivati dalla ragione stessa. Durante un processo decisionale come questo si crea una considerevole tensione interna, legata alla messa in discussione di una parte importante di sé. La dipendenza entra a far parte della tua vita come uno dei tuoi bisogni essenziali, ed è come se tu mettessi in discussione il tuo bisogno di bere, di mangiare o di dormire. Si genera una condizione conflittuale che si risolve solo nel momento in cui si passa all’azione. Se questa tarda ad arrivare, la situazione ansiogena cresce e potrebbe ripercuotersi sull'equilibrio interno. Il mantenimento di questo però risponde ad un principio superiore, così scattano dei meccanismi cognitivi particolari che hanno una funzione riequilibrante. Tra questi il più comune è "la giustificazione" : "non è vero che il fumo fa male perchè mio nonno che fumava due pacchetti di sigarette al giorno è morto a novant'anni". In questo caso si risolve l'incoerenza interna modificando il proprio modo di pensare. In questo sistema il pensiero è la "parte debole" ed è sicuramente più semplice cambiare un'opinione che un comportamento. Un'altro meccanismo di compenso è "il compromesso": "bere fa male e allora bevo di meno". Qui la tensione interna si attutisce ma non si centra affatto l’obiettivo. In pratica si effettua una decisione alternativa. Decidere di ridurre il danno non significa uscire dalla trappola: allenti solo un po’ la catena che stringe il tuo corpo, ma lasci ancora ben avvinghiata la catena che avvolge la tua mente. Una terza modalità al servizio dell'equillibrio è "la promessa": "la cocaina mi sta rovinando quindi smetterò di usarla". Una promessa che si ripercuote sul comportamento futuro è un’altra decisione alternativa. Le “promesse” sono decisioni a tutti gli effetti, solo che se non vengono ben definite non potranno mai essere verificate. Servono solo per contenere l’ansia, ma rischiano di farti invecchiare col tuo problema. Onde evitare di cadere in questi trabocchetti della mente affrettati nel decidere e nel cominciare ad agire. Piuttosto se ciò che ti frena è un fatto contingente, transitorio, puoi decidere di iniziare la tua azione in un momento migliore. Quando una dipendenza dura da decenni , si può tranquillamente aspettare ancora qualche settimana che non cambia nulla. Ma fai attenzione perché il rinvio è sempre pericoloso. Stabilisci da subito una data ideale, non rinviare a data da destinarsi. Individuare un giorno preciso, magari in concomitanza con qualche evento particolarmente significativo, è pur sempre una decisione.



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30 apr 2011

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